C'è un livello di razionalità accettabile (normalmente il proprio) oltre il quale questa è da molti considerata nociva. A giustificazione di tale atteggiamento si asserisce che la razionalità tende a reprimere i sentimenti e quindi l'empatia.

Tuttavia, il reale motivo del disprezzo di una maggiore razionalità è, a mio avviso, la generale competizione tra esseri umani nelle varie gerarchie, tra cui quella intellettuale. A nessuno piace ammettere di essere inferiore ad altri in qualche gerarchia, così le persone meno dotate di capacità razionali fanno di necessità virtù.

In realtà la razionalità non reprime nulla a priori, ma è più o meno attenta e sensibile ai sentimenti a seconda della particolare scuola di pensiero (razionale) a cui fa riferimento. Infatti, una razionalità attenta ai sentimenti li capisce, li tiene in grande considerazione e si mette al loro servizio.