Ci sono domande che un agente mentale inconscio dentro di noi si fa continuamente e che determina le nostre emozioni, le nostre motivazioni involontarie e gran parte del nostro comportamento sociale. Su di esse si basa un'etica inconscia delle interazioni, per le interazioni. Ecco le domande.
  • Ciò che feci, ciò che ho appena fatto, ciò che sto facendo, ciò che sto per fare, ciò che farò, che conseguenze avranno nelle mie interazioni con gli altri?
  • Ciò che non feci, ciò che ho non appena fatto, ciò che non sto facendo, ciò che non sto per fare, ciò che non farò, che conseguenze avranno nelle mie interazioni con gli altri?
Le conseguenze potranno essere più o meno favorevoli alle interazioni con gli altri, ovvero potranno facilitarle o renderle difficili se non impossibili, potranno renderle più o meno gradevoli o sgradevoli, soddisfacenti o insoddisfacenti rispetto ai propri bisogni e desideri (consci e inconsci), e a quelli altrui. E, specialmente, potranno far aumentare o diminuire la stima, il rispetto, la benevolenza, l'attrazione, la cooperazione e l'aggressività degli altri verso noi e favorire o sfavorire la nostra appartenenza alla comunità a cui desideriamo appartenere.

Questo agente mentale somiglia vagamente al Super-io freudiano.