L'uomo, come ogni altro essere vivente, ha bisogno di soddisfare i suoi bisogni "innati" (per distinguerli da quelli indotti o appresi) nel senso che, nella misura in cui egli non li soddisfa, soffre e si ammala, fino a morire. Di converso, l'uomo prova piacere, o gioia (che è una particolare forma di piacere), ogni volta che soddisfa un bisogno.

Occorre inoltre considerare che la morte di ogni individuo è inevitabile in quanto necessaria per la sopravvivenza della sua specie. Perciò nel codice genetico di ogni essere vivente è programmata la vecchiaia, ovvero la disgregazione del corpo, che può (ma non necessariamente) comportare sofferenze e malattie.

Si pongono dunque tre questioni fondamentali: la prima è: quali sono i bisogni innati di un essere umano. La seconda è: come soddisfare al meglio i nostri bisogni in ogni fase della nostra vita allo scopo di soffrire il meno possibile e godere il più possibile in modo sostenibile. La terza è: come ridurre al minimo le sofferenze e le malattie legate all'inevitabile vecchiaia.