Non so cosa intendesse esattamente Pascal dicendo che “il cuore ha le sue ragioni che la ragione non conosce”. Da parte mia, io intendo le “ragioni del cuore” come delle logiche in senso informatico, ovvero algoritmi, che involontariamente e inconsciamente determinano le nostre emozioni, i nostri sentimenti e le nostre motivazioni, e in particolare gioie e sofferenze a seconda delle situazioni, e attrazioni e repulsioni verso particolari persone, oggetti, idee, azioni, messaggi ecc.

Infatti, a mio avviso, i sentimenti e le emozioni non sorgono in modo casuale né in modo sempre uguale, ma come risposte particolari a stimoli (o percezioni) particolari, secondo “programmi” che sono in parte innati e in parte acquisiti.

Tali programmi possono cambiare (entro certi limiti e con certi tempi) nel corso della vita attraverso le esperienze, ed essere modificati volontariamente mediante psicoterapie o autoterapie.