Conoscere consiste nel riconoscere certe forme (cioè certi oggetti concetti o astratti) e associare ad esse qualità (cioè attributi o proprietà) e relazioni con altre forme conosciute.

Conoscere serve dunque a riconoscere cose o idee e a rievocare proprietà, associazioni e relazioni tra di esse, e non si può riconoscere qualcosa senza prima avere conosciuta.

Tuttavia possiamo supporre che alcune conoscenze siano innate, come quelle del piacere e del dolore, della libertà e della costrizione, del potere e dell'impotenza.

Conoscere è dunque, inevitabilmente, coltivare dei pregiudizi, anche se le menti migliori sono capaci di accorgersi quando un pregiudizio non è più sostenibile e, in tal caso, di cambiarlo.

Questa è la mia epistemologia, tautologica come ogni altra.