L'uomo fa ciò che fa perché "sente" e "conosce" il bisogno e/o il desiderio di farlo, cioè ne è cosciente sentimentalmente e cognitivamente. Tale consapevolezza è un fenomeno involontario tipicamente umano di origine genetica, che ha sostituito gli istinti (inconsapevoli) tipici degli altri animali.

Dopo la nascita, la cultura della comunità di appartenenza mistifica e censura i bisogni e i desideri di ogni individuo e ne crea e induce di nuovi.

Mentre i bisogni sono necessità geneticamente o culturalmente determinate, i desideri sono mezzi per soddisfare dei bisogni.

Se un desiderio non può essere realizzato, può essere sostituito con un altro al fine di soddisfare i bisogni correlati.

Se un bisogno genetico non può essere soddisfatto, l'organismo (inclusa la mente) muore o si ammala.

Se un bisogno culturalmente indotto non può essere soddisfatto, l'organismo soffre, ma non muore e non si ammala, o si ammala solo temporaneamente.

La soddisfazione di un bisogno o la realizzazione di un desiderio suscitano piacere e/o gioia. La frustrazione di un bisogno o la non realizzazione di un desiderio suscitano dolore e/o sofferenza.

È importante conoscere e demistificare i bisogni genetici, distinguerli da quelli indotti e soddisfarli coltivando e realizzando desideri appropriati.