Qualunque affermazione o valutazione che non sia contestualizzata strutturalmente, collocata nello spazio e nel tempo, relativizzata rispetto ad un fine e quantificata statisticamente, non è né vera né falsa, è insignificante e, in quanto tale, è inutile discuterla, se non come reazione psichica più o meno adatta alla soddisfazione dei bisogni umani. Questo è ciò che, in sintesi, ho capito dalla lettura (ancora in corso) di "Science and Sanity" di Alfred Korzybski. Logico direi, anzi, psico-logico.