Affermare di credere nell'esistenza di Dio implica una certa definizione di ciò che chiamiamo con tale nome, ovvero implica che lo si conosca almeno in parte, cioè che di lui si sappia qualcosa. Ma se di Dio (qualunque cosa esso sia) non sappiamo nulla, come possiamo affermare di credere in lui? Sarebbe assurdo credere in ciò di cui non si sa nulla. Perciò chi afferma di credere in Dio lo deve inventare in qualche modo, gli deve attribuire qualche caratteristica.

La scienza è atea non in quanto afferma che Dio non esiste, ma poiché afferma di non saper nulla di ciò che viene chiamato con tale nome, e di non poter dimostrare alcuna delle proprietà o delle caratteristiche di comportamento che a lui vengono attribuite dalle religioni o da certi filosofi.

Una delle definizioni più semplici di Dio è che esso sia il creatore del mondo, un'altra è che esso coincida col mondo, ovvero con la natura (come afferma Spinoza). Secondo tali definizioni non possiamo non credere in Dio, dal momento che il mondo esiste, e che se esiste è stato creato o è sempre esistito, ovvero è eterno (se l'eternità non ha un inizio né una fine). Ma non possiamo aggiungere altro se non ciò che la scienza ha scoperto sul mondo stesso e sulla natura. In altre parole chiunque attribuisca a Dio proprietà e caratteristiche diverse da quelle che la scienza attribuisce al mondo, è un impostore, un affabulatore o un illuso.