I cambiamenti sociali non sono causati dalla volontà, e tanto meno da un progetto di cambiamento di qualche pensatore, ma dalla combinazione sistemica di infinite e incontrollabili pressioni egoistiche economiche, politiche e culturali per lo più inconsce e irrazionali, di cui ogni individuo è al tempo stesso soggetto e oggetto. In altre parole, l'uomo, in quanto individuo pensante, non è (ancora) artefice dei cambiamenti sociali ma li subisce passivamente per non restare escluso dalle comunità di appartenenza.