Quando parliamo o pensiamo, non dovremmo mai dire semplicemente "io" ma "il mio io cosciente" oppure "la mia persona", a seconda che intendiamo, rispettivamente, solo la parte cosciente del nostro corpo, o il corpo intero. Infatti la parola "io" da sola è ambigua perché non si sa a cosa si riferisca, e può generare confusioni e illusioni sui poteri e le responsabilità morali delle persone.

Per "corpo" dovremmo quindi intendere solo la parte inconscia della persona (o individuo). Per chiarezza potremmo chiamarlo "corpo inconscio".

Per facilitare i discorsi, si potrebbe sostituire il termine "io" (inteso come io cosciente) con il neologismo (da me coniato) "ioc". In quanto al corpo inconscio, potremmo chiamarlo "corpoi".

Insomma, ioc + corpoi = individuo (o persona), formula da cui potremmo ricavare la seguente asserzione: "io" sono una persona e come tale sono composto da un "ioc" e da un "corpoi".

L'ioc, una volta compreso che è solo la parte cosciente della persona, dovrebbe chiedersi in ogni momento: di cosa ha bisogno "qui ed ora" il mio corpoi? E di cosa "ioc" ho bisogno per soddisfare i bisogni del mio "corpoi"?