Si fa presto a parlare di “autostima”, senza rendersi conto che tale concetto implica valutazioni consce o inconsce che possono avere gravi implicazioni sociali e perfino causare disturbi psichici.

Infatti, la stima e l'autostima (che è una specie particolare di stima) sono sempre relative, anzi, comparative. Perché si stima sempre in relazione a una scala di valori, e più precisamente stimare qualcosa o una persona equivale ad assegnare ad essa un certo grado in una scala che va da un valore più basso ad uno più alto.

Inoltre, quando l’oggetto della stima è una persona, la stima si riferisce normalmente ad un valore medio tra quelli attribuiti ai membri del gruppo o della comunità a cui si appartiene. Pertanto chi si autostima assegna a se stesso un valore uguale a quello medio oppure più alto o più basso. ed allo stesso modo egli stima anche gli altri membri della società. Di conseguenza, autostimarsi equivale a porsi ad un grado superiore, uguale o inferiore rispetto a ciascun'altra persona.

Tale "confronto" avviene tuttavia per lo più inconsciamente, dal momento che la società in cui viviamo considera politicamente scorretto fare confronti di valore tra persone, tanto più se si misura il proprio valore rispetto a quello altrui.

Il risultato è uno stress psichico dovuto al conflitto tra il bisogno di "valere" almeno quanto la media degli altri, e il divieto “culturale” di confrontare apertamente il proprio valore con quello altrui.

Infatti, nel caso in cui uno si stimi superiore al valore medio della comunità di appartenenza, ne deriva che egli stima la maggior parte degli altri come inferiori a se stesso. Ciò è considerato, nella nostra società, peccato di arroganza e viene normalmente punito in vari modi, fino all’emarginazione o all’isolamento sociale.

L'autostima può pertanto generare sensi di colpa e indurre a comportamenti limitanti come, ad esempio, rinunciare ad eccellere, fallire in  qualche progetto o commettere errori che ci riportino ad un grado inferiore nella scala dei valori personali. Tutto ciò al fine di riguadagnare la benevolenza degli altri e di cancellare l'accusa o il sospetto di arroganza.