Non possiamo fare a meno di interagire, perché la vita è basata sull'interazione. Abbiamo infatti un bisogno fondamentale di interazione e interagiamo in ogni momento, con agenti interni ed esterni, reali o immaginari, e, se il libero arbitrio esiste, questo non consiste in altro che nella scelta degli agenti interni ed esterni, reali e immaginari con cui interagire o non interagire, e nei modi in cui farlo, ovvero nelle informazioni da scambiare e nel come reagire alle informazioni ricevute.
Chi interagisce con chi? Chi sono gli agenti o interattori? Cominciamo col considerare l'io, o io cosciente, o coscienza. Con chi e come interagisce? A quale scopo? E che libertà ha di scegliere con chi e come interagire? Lo scopo dell'interazione è la vita, ovvero la soddisfazione dei bisogni. La libertà è data dalle infinite possibilità, mezzi, vie e strategie per soddisfare i nostri bisogni, i quali non si nutrono solo di cose reali, ma anche di cose immaginarie, ovvero di informazioni più o meno legate a fatti reali e più o meno consce o inconsce. Ma anche l'immaginario è una particolare forma di realtà perché può avere, ed ha, effetti sulla realtà e la realtà può avere effetti sull'immaginario.
Chiediamoci allora se l'informazione sia reale. Come ci insegna Gregory Bateson, informazione è segnalazione di variazioni, di cambiamenti, di differenze che causano differenze o cambiamenti. Pensare è reale o immaginario? Credere in qualcosa di esistente o inesistente è reale o immaginario? Il piacere e il dolore sono reali o immaginari? Sicuramente, per chi prova un piacere o un dolore, nel momento in cui li prova, essi sono reali, forse sono l'unica cosa reale che esista per un essere vivente. E se il piacere e il dolore sono reali, allora sono reali anche le loro cause, perché sicuramente il piacere e il dolore sono causati, determinati, da qualcosa, che può essere reale o immaginario, anzi, non credo abbia senso chiedersi se ciò che causa il dolore e il piacere sia reale o immaginario.  Tutto è reale e immaginario allo stesso tempo. Distinguere il reale dall'immaginario non ha senso, se non nel distinguere ciò che è materia da ciò che è informazione, ciò che è vivente da ciò che è morto o non è mai nato.