(dal dizionario Garzanti di Psicologia, a cura di Umberto Galimberti)

Coppia di termini introdotta da S. Freud per indicare due modi di funzionamento dell'apparato psichico corrispondenti all'attività inconscia e al pensiero cosciente.

1. Il processo primario. E' caratterizzato dal fatto che l'energia psichica (libido) fluisce liberamente passando da una rappresentazione all'altra attraverso i meccanismi dello spostamento, dove una rappresentazione può sostituirne un'altra caricandosi dell'intensità libidica connessa alla prima, e della condensazione, dove in un'unica rappresentazione possono confluire i significati connessi a catene associative diverse. L'energia libera che percorre il processo primario ubbidisce al principio di piacere (§ 1) perché tende alla gratificazione immediata attraverso la scarica della tensione pulsionale mediante la soddisfazione allucinatoria del desiderio. Il processo primario è leggibile nell'attività onirica caratterizzata da assenza di mezzi linguistici, mancanza della nozione di tempo, coesistenza degli opposti, mancato riconoscimento della realtà.

2. Il processo secondario. E' caratterizzato dal fatto che l'energia non scorre in modo incontrollato, ma è legata (libido, § 1, e) a rappresentazioni investite in modo stabile. Ubbidisce al principio di realtà (§ 3) per cui viene differito il soddisfacimento della pulsione in base alle esigenze della realtà. L'attività mentale del processo secondario si esprime nel pensiero vigile, nell'attenzione, nel giudizio, nel ragionamento e nell'azione controllata dall'Io il cui compito principale è quello di inibire il processo primario, a cui tuttavia soggiace nei meccanismi di difesa (§ 2) patologici. Freud ritiene che i processi primari siano ontogeneticamente e filogeneticamente anteriori a quelli secondari (di qui la terminologia), essendo lo sviluppo dell'Io successivo alla rimozione del processo primario le cui procedure non sono considerate idonee ad affrontare il mondo esterno e i dati di realtà.