Le emozioni umane [1] possono essere suscitate non solo da situazioni contestuali, come un premio o una punizione ottenuti nel presente, ma anche da situazioni e condizioni previste, e quindi attese, (consciamente o inconsciamente) in un momento futuro.

Suppongo infatti che nella mente umana esista qualche meccanismo automatico e involontario di previsione (ovvero anticipazione) di piaceri e dolori, vantaggi e svantaggi, ricompense e punizioni sociali ecc. capace di suscitare emozioni come se le situazioni previste fossero attuali.

L'uomo infatti, a differenza degli altri animali, è capace di vivere una realtà virtuale, immaginaria, simulata, prevista, non solo cognitivamente, ma anche emotivamente e "motivamente", nel senso che può essere accompagnata da emozioni e motivazioni "reali".

È per questo che possiamo sentirci euforici, depressi, ansiosi, terrorizzati, malinconici, allegri, soddisfatti, insoddisfatti anche senza che sia avvenuto "realmente" qualcosa che lo giustifichi, se non una previsione (prefigurazione o anticipazione) conscia o inconscia di situazioni o eventi desiderati o indesiderati.

Ad esempio, il senso di colpa rientra, a mio parere, in tale processo anticipatorio. Suppongo infatti che esso consista nella previsione (fatta da un meccanismo involontario) di una punizione da parte di un'autorità (o di un'intera comunità) per un comportamento ritenuto (consciamente o inconsciamente) immorale o asociale. Il concetto freudiano di "super-io" mi sembra corrispondere a tale meccanismo.

Nel prevedere un evento futuro si possono fare due tipi di errore: considerare probabile qualcosa di improbabile, e considerare nocivo qualcosa che non lo è. Ovviamente le previsioni possono essere influenzate anche da esperienze passate più o meno felici.

Quando proviamo un'emozione che ci sembra non giustificata razionalmente dovremmo pertanto chiederci da quale logica anticipatoria essa potrebbe essere suscitata. Ricostruendo tale logica (in una sorta di "reverse engineering") possiamo valutare razionalmente la sua validità (cioè attendibilità) ed eventualmente correggerla alla luce di considerazioni razionali.

Nota 1: in questo articolo per "emozione" s'intende sia "emozione" che "sentimento".