A mio parere, il libero arbitrio si può esercitare solo mediante un'autosorveglianza delle proprie risposte cognitivo-emotive agli stimoli interni ed esterni. In particolare, esso dovrebbe consistere solo nella decisione di approvare o disapprovare le risposte stesse, e non nella decisione di come rispondere agli stimoli.

In altre parole, il libero arbitrio dovrebbe limitarsi a decidere se dare o non dare seguito alle risposte automatiche, ovvero se permettere o non permettere che ad esse seguano le azioni volontarie suggerite o sollecitate dalle risposte stesse.

Sarebbe infatti molto pericoloso se avessimo la capacità di stabilire volontariamente, ovvero razionalmente, quali debbano essere le nostre risposte cognitivo-emotive, perché è difficile sapere quali siano le risposte giuste per la nostra vita (ovvero per la soddisfazione dei nostri bisogni primari) e per la conservazione della nostra specie.

La decisione di non dar seguito ad una risposta automatica, se ripetuta con costanza e coerenza, può condurre ad un indebolimento della risposta stessa e alla sua possibile sostituzione con una risposta alternativa concorrente. In tal modo è possibile risolvere conflitti interiori e "curare" la propria psiche.

A mio parere, quanto ho descritto potrebbe costituire la base di una psicoterapia efficace.

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