Gli esseri umani hanno geneticamente bisogno gli uni degli altri e per questo tendono a controllarsi e dominarsi reciprocamente. Al tempo stesso, nessuno desidera essere dominato o controllato dagli altri, e ognuno vorrebbe essere libero di fare e non fare, rispetto agli altri, ciò che gli aggrada.

Risultato di tali innate disposizioni d'animo sono interazioni sociali conflittuali e "doppi vincoli", per cui in ogni coppia di esseri umani si stabilisce un legame caratterizzato da una distanza di sicurezza ottimale (nello spazio e nel tempo), non troppo lunga per evitare l'isolamento (e quindi l'impossibilità di controllare e usare l'altro), e non troppo corta per evitare di perdere la libertà (cioè di essere controllati e usati troppo dall'altro).

La distanza di sicurezza deve essere convenuta come compromesso tra le parti per evitare un conflitto in cui l'una cerca di allontanarsi, l'altra di avvicinarsi.

Quanto più breve è la distanza pacificamente e liberamente convenuta tra due persone per una reciproca soddisfazione, tanto più grande è ciò che la gente chiama "amore" o "amicizia", a seconda del tipo di relazione, ovvero di cosa viene scambiato nelle interazioni.

D'altra parte, imporre una certa distanza sociale non desiderata ad una persona equivale ad esercitare una violenza su di essa.

Il processo che stabilisce la distanza sociale tra due persone è normalmente  inconscio e influenzato dalle norme sociali della comunità di appartenenza.