Il mondo visto da me su Arte

Opera d'arte

Un’opera d’arte è, a mio avviso, una composizione (cioè una configurazione, un mettere insieme) di forme elementari tale da costituire una forma complessa con un certo stile, cioè rispettando certe regole formali in termini di obblighi, divieti e libertà, per quanto riguarda sia le forme elementari che quella complessa.

Criteri di appartenenza

L'artista, lo scrittore, il filosofo, il sacerdote, il politico, il pubblicitario, il giornalista, propongono vecchi e nuovi criteri etici ed estetici di appartenenza, ovvero vecchi e nuovi giudizi sul bello e il brutto, il buono e il cattivo, il piacere e il dovere, il vero e il falso, il possibile e l'impossibile, giudizi sulla base dei quali confermare vecchie comunità ideali o fondarne di nuove.

Cos'è arte?

Una cosa (manufatto o performance) diventa arte quando almeno due persone le attribuiscono (o vi trovano) un comune significato o valore sociale.

Il gioco del poeta

Il poeta è un giocatore di parole. Il gioco consiste nel mettere insieme parole in modo bello e suggestivo. Parole che da sole avrebbero solo un significato letterale, inserite in un bella composizione evocano emozioni libere dai vincoli della coerenza logica e contribuiscono ad una coerenza estetica.

Il coraggio dei poeti, degli artisti e dei filosofi

I veri poeti, i veri artisti e i veri filosofi sono coraggiosi perché osano dire cose nuove.

Cacciatori di immagini

Il fotografo è un cacciatore di immagini suggestive.

La bellezza come strumento di persuasione

La bellezza fa sembrare vero ciò che è falso, nobilita ciò che è ignobile, dà un senso a ciò che è insensato, incanta e in tal modo diminuisce la capacità critica. Per questo la bellezza viene normalmente usata per accompagnare ogni rito di appartenenza sociale civile e religioso.

Arte e bellezza

Una volta arte e bellezza andavano sempre insieme. Da quasi un secolo hanno preso strade diverse.

Opere d'arte e di letteratura che dividono

Un'opera d'atre o di letteratura non è per tutti. Ogni autore ha il suo pubblico, più o meno raffinato, più o meno intelligente e più o meno interessato a certe tematiche.

Arte della sottrazione

L'arte della sottrazione consiste nel togliere o nascondere, in un contesto, tutto ciò che non è in una relazione essenziale con il resto. Ciò che rimane è l'opera d'arte.

Arte e relazioni

L'arte mostra le relazioni omettendo tutto ciò che non è in relazione con il resto.

Arte e illusione

L'arte è un prodotto dell'uomo capace di indurre nell'uomo piacevoli illusioni.

Valenza sociale della musica

A mio parere, la musica unisce e divide, unisce coloro che apprezzano lo stesso genere musicale e divide colori che hanno gusti e interessi musicali diversi. Lo stesso vale per tutte le altre forme d'arte.

Bisogno di una sacra unità

Uno dei bisogni umani più forti è quello di unità, ovvero di sacro. Il sacro è infatti ciò che è talmente unito che qualsiasi separazione o divisione gli farebbe perdere la sacralità, ovvero, lo profanerebbe.

Sacro è dunque ciò che non può essere analizzato, razionalizzato, ragionato, spezzato, suddiviso, separato, disgiunto. Il sacro è l'Uno, e non ammette alternative, contrapposizioni, differenze o pluralità. E' l'unione perfetta, la fusione unitaria, l'omogeneità, la perfetta integrazione. E' irrazionale non nel senso dell'errore, ma della impossibilità di essere razionalizzato.

Indipendentemente dalla sua effettiva esistenza, l'Uno esiste come bisogno.

Quando nasciamo, non riusciamo a distinguere alcunché, nemmeno il nostro corpo da quello della madre o nutrice. Il mondo ci appare indistinto, ovvero un unico corpo o sostanza da cui non è possibile distinguere o separare nemmeno il soggetto. Ma col passar del tempo, le esperienze e l'educazione ci insegnano a dividere il mondo in oggetti sia concreti che astratti, cominciando col separare noi stessi dal resto del mondo. Man mano che la mente si sviluppa, cresce il numero di entità che vengono estratte dalla iniziale massa indistinta. Ogni parola, ogni forma, ogni essere vivente è così distinto dal resto del mondo.

La capacità di dividere la realtà in entità separate e delimitate, e di pensare in modo razionale (ovvero tenendo conto di oggetti e simboli distinti, con diversi significati e valori) è una delle caratteristiche principali che distinguono l'Homo Sapiens dagli altri animali, e il nostro vanto come specie suprema. Tuttavia questo meraviglioso e potentissimo meccanismo presenta degli inconvenienti. E' stressante perché complesso e conflittuale. Rende il mondo difficile da usare, ci offre troppe opzioni ognuna con i suoi vantaggi e svantaggi, tanto che è difficile scegliere responsabilmente cosa fare. E il rischio di sbagliare aumenta col numero delle opzioni e la complessità del "sistema".

Allora, quando lo stress e l'angoscia della complessità e della conflittualità raggiunge un certo livello, inconsciamente desideriamo tornare indietro nel tempo, a quando la nostra percezione del mondo era molto più semplice, le cose erano per lo più indistinte e in quantità minore,  le scelte più facili, il bene e il male chiaramente distribuiti in due semi-mondi ed eravamo accuditi da persone onnipotenti che pensavano e sceglievano per noi.

Il bisogno di unità, ovvero di sacro, corrisponde dunque al desiderio inconscio di tornare allo stato fetale o infantile, anche se negli adulti esso viene mistificato da religioni e filosofie pseudo-religiose.

Presa coscienza del nostro profondo bisogno di una sacra unità, non dobbiamo reprimerlo per timore di essere irrazionali, immaturi o schizofrenici. Cerchiamo invece di soddisfarlo periodicamente attraverso una religione o una meditazione, oppure lasciandoci affascinare dalla bellezza di cose e persone, dalla poesia o da forme artistiche. L'opera d'arte ben riuscita è infatti quella che ci offre visioni perfettamente integrate, dove ogni parte è in relazione armoniosa con tutto il resto.

Visto che non possiamo rinunciare alla nostra razionalità senza gravi conseguenze sul piano pratico, conviene dunque alternare momenti di riflessione razionale con il culto di una sacra unità.

Bisogno di essere compresi

Uno dei bisogni umani più importanti è quello di essere compresi, almeno da una persona. Infatti l'amore è basato sulla reciproca comprensione. Il bisogno di essere compresi è tanto più frustrato quanto più si è diversi dalla normalità ed è talmente forte che i più hanno paura di differenziarsi rispetto ai tipi di persona più comuni.

Succede così che molti, non riuscendo ad essere compresi, e soffrendone, tendano inconsciamente a trasformarsi in persone più comprensibili, ovvero più normali, rinunciando ad affermare le loro peculiarità più originali.

L'arte, la poesia, la letteratura sono spesso richieste di comprensione più o meno ottimiste, arroganti o disperate.

Riti sociali

La musica è un rito sociale, come il teatro, il cinema ed ogni altra forma d'arte.

Il mestiere degli artisti e dei poeti

Gli artisti e i poeti sono produttori e trafficanti di forme stupefacenti.

L'arte di spezzare l'arte

Vedi lo slide show di centinaia di opere d'arte in http://pic.space123.net/slideshow?decompose=1



Conformismo estetico

Esiste un conformismo estetico che spinge inconsciamente la gente a celebrare e apprezzare forme d'arte e artisti ritenuti eccellenti dalle autorità estetiche e/o dalla maggioranza della gente stessa. Anche questo è un modo per diminuire il rischio di isolamento ed emarginazione sociale.

Il piacere reale che si prova ascoltando la musica di un artista apprezzato dalla propria comunità potrebbe essere causato dalla sensazione di essere socialmente integrati più che dalla bellezza di quanto si ascolta. Impossibile stabilire con certezza il peso relativo delle due componenti.

La ricerca del nuovo

L'arte, come la filosofia, non possono mai essere compiute, definitive. C'è sempre la possibilità di fare o dire qualcosa di nuovo o qualcosa di antico in un modo nuovo capace di stupirci.

Walt Disney e Salvador Dalì - Destino 2003

Cosa unisce e cosa divide

Ogni opera d'arte o d'ingegno può unire o dividere le persone nel senso che, a seconda dell'atteggiamento che si ha verso di essa, si è uniti a quelli che hanno un atteggiamento simile e divisi rispetto a coloro che hanno un atteggiamento diverso.

Infatti, unisce il comune apprezzamento o disprezzo verso qualsiasi cosa, divide un diverso apprezzamento.

L'arte unisce e divide

L'arte unisce e divide perché è uno strumento di affermazione di un'appartenenza sociale. Unisce coloro che hanno le stesse appartenenze e li divide da coloro che hanno appartenenze diverse.

Arti e letterature come strumenti psicoterapici

Arti e letterature, nella loro immensa varietà, hanno diverse funzioni, capacità, effetti, fini, usi. Possono essere usate per soggiogare o liberare, far godere o soffrire, insegnare o confondere, unire o dividere, incantare o svegliare, ingannare o demistificare, attrarre o spaventare, ammalare o guarire.

Arti e letterature hanno la capacità di evocare idee e sentimenti cioè di attivare parti della mappa cognitivo-emotiva dell'osservatore o lettore, simulando percezioni reali. Vedere una persona reale o vedere un suo ritratto, possono infatti attivare le stesse idee e sentimenti.

Un'opera d'arte o di letteratura è una composizione, cioè un insieme di elementi in una certa relazione tra loro, ognuno dei quali è in grado di attivare, inconsciamente e simultaneamente, uno o più elementi della psiche, suggerendo (e in certi casi sviluppando) connessioni logiche di identità, affinità o causa-effetto tra gli elementi stessi, ed evocando al tempo stesso sentimenti ed emozioni che dipendono dalla particolare mappa cognitivo-emotiva dell'osservatore o lettore.

In conseguenza di tali capacità, le opere d'arte e di letteratura, intese come composizioni figurative o testuali, possono essere usate al fine di influenzare e modificare la psiche di una persona verso uno stato desiderato, dal momento che esse possono stimolare e modificare le associazioni e reazioni cognitivo-emotive della persona stessa.

E' dunque possibile usare arti e letterature anche a fini psicoterapici, a condizione che le composizioni artistiche e letterarie vengano scelte o costruite in modo opportuno, al fine di produrre cambiamenti favorevoli al benessere psichico del paziente.

Perché ciò avvenga, occorre prima di tutto individuare i problemi psichici del paziente, che consistono essenzialmente in desideri insoddisfatti, paure e conflitti, se si escludono problemi psichiatrici di origine fisico-chimica.

Successivamente, occorre trovare o creare composizioni figurative, testuali o miste (come, ad esempio, dei collages) in grado di evocare i problemi psichici già individuati e di attivare le risposte emotive corrispondenti. Questo permette di avere a disposizione un "laboratorio" o "realtà virtuale" in cui fare un training in cui le reazioni emotive possono essere volontariamente attivate dal soggetto al fine di studiare le reazioni stesse e di attenuarle o neutralizzarle, se necessario, mediante la ripetizione dell'osservazione o attivando simultaneamente, mediante apposite composizioni, risposte emotive di segno opposto. Questo si ottiene giustapponendo composizioni diverse, o osservando una composizione che comprende elementi che diano luogo a dissonanze cognitive, tali da produrre reazioni emotive conflittuali.

Si tratta, in altre parole, di mettere insieme, di vedere insieme, elementi cognitivamente ed emotivamente contrastanti, dove convivono il buono e il cattivo, il bello e il brutto, la fortuna e la sfortuna, il successo e l'insuccesso, l'amore e l'odio, la speranza e la disperazione ecc. relativamente a qualsiasi tema emotivamente problematico, in modo tale da neutralizzare risposte emotive estreme, eccessive, rozze, unidirezionali e favorire risposte più equilibrate, articolate, armoniose, concilianti.

E' ciò che io chiamo "effetto sinottico" o "psicoterapia sinottica".

Bellezza e potere

La bellezza è anche uno strumento di potere. Per questo i potenti amano circondarsi di cose belle che la gente comune non può permettersi. La bellezza vince e convince, affascina, incanta. Per questo la bellezza è un valore ed ha un costo.

Lezione di creatività da Teorema di P.P. Pasolini (1968)



Bisogna inventare nuove tecniche – che siano irriconoscibili – che non assomiglino a nessuna operazione precedente. Per evitare così la pueri­lità e il ridicolo. Costruirsi un mondo proprio, con cui non siano possibili confronti. Per cui non esista­no precedenti misure di giudizio. Le misure devono essere nuove, come la tecnica. Nessuno deve capi­re che l'autore non vale nulla, che è un essere anor­male, inferiore – che come un verme si contorce per sopravvivere. Nessuno deve coglierlo in fallo di ingenuità. Tutto deve presentarsi come perfetto, ba­sato su regole sconosciute, e quindi non giudicabili. Come un matto, sì, come un matto. Vetro su vetro, perché Pietro non è capace di correggere – ma nessuno se ne deve accorgere. Un segno dipinto su un vetro corregge senza sporcarlo un segno dipinto prima su un altro vetro. Ma tutti dovranno cre­dere che non si tratti del ripiego di un incapace, di un impotente: bensì che si tratti invece di una decisione, sicura, imperterrita, alta e quasi prepoten­te: una tecnica appena inventata e già insostitui­bile. Oppure cellophane o garza incollati su vetro, e tutto trasparente su un po' di segni che per caso siano riusciti bene sopra un cartone, dopo mille prove penose e mille altri cartoni stracciati.
Nessuno deve sapere che un segno riesce bene per caso. Per caso, e tremando: e che appena un segno si presenta, per miracolo, riuscito bene, biso­gna subito proteggerlo e custodirlo come in una teca. Ma nessuno, nessuno deve accorgersene. L'au­tore è un povero tremante idiota. Una mezza calzetta. Vive nel caso e nel rischio, disonorato come un bambino. Ha ridotto la sua vita alla malinconia ridicola di chi vive degradato dall'impressione di qualcosa di perduto per sempre.

L'arte come strumento di soggezione

L'arte sacra dimostra come la bellezza possa essere usata efficacemente per soggiogare le menti delle persone.

Questo pensiero mi è venuto oggi, quando in una bellissima chiesa di Monaco (Heilig-Kreuz-Kirche), ho assistito per caso ad un battesimo. La chiesa era vuota, tranne per il gruppo dei prtecipanti al battesimo. L'unica persona ragionevole era la neonata che piangeva. Gli altri erano felici di affidare alla madre chiesa il cervello di quella creatura perché ci scrivesse le stesse cose che erano state scritte nel loro.

Street Art

Come dare vita a cose morte. Geniale!

http://www.streetartutopia.com/?p=10554

Mosaici di umanità

Tutte le opere dei musei francesi

500 Years of Female Portraits in Western Art

Galleria d'arte 20140211


Una meravigliosa estasi


L'estasi della Beata Ludovica Albertoni è un'opera di Gian Lorenzo Bernini del 1674, custodita nella Chiesa di San Francesco a Ripa a Roma.

Sarà perché sono ateo, ma a me questa scultura fa pensare ad un orgasmo.

L'origine du monde


Dipinto di Gustave Courbet custodito al Museo d'Orsay di Parigi

Opere d’arte animate

35 articoli trovati